Chiari e morbidi tessuti l'arte di Piero Tosi

Matteo Pedani bio photo By Matteo Pedani

Molti grandi dello spettacolo si esprimono con le immagini, con le parole, con il corpo.

C’è invece chi prende una via traversa e si esprime con tutte queste cose insieme utilizzando, corpi, immagini, cultura. E per cultura intendo quella sottile cultura non scritta ma fatta realmente, con

la stoffa con le vesti. Parole profonde e semplici, schiette e raffinate allo stesso tempo.

E se queste parole sono sussurrate da un artista come Piero Tosi, ecco che i costumi non sono più un arida teoria di stoffe, ma film dopo film, spettacolo teatrale dopo spettacolo, i vestiti e le acconciature dischiudono il sottile animo di Piero Tosi.

Cinquanta anni di cinema

Guardando i film che ha realizzato Piero Tosi e leggendo la biografia ci si rende subito conto che la cinematografia italiana e mondiale deve molto del suo splendore a Tosi. Bellissima di Luchino Visconti è del 1951 mentre Storia di una Capinera del 1994, tra questi due film un a vita fatta di capolavori.

Luchino Visconti è il regista che più ha utilizzato Piero Tosi come costumista, ed è difficile dire a posteriori se Luchino Visconti abbia influito con la sua personalità perfezionista su Tosi, o Tosi abbia stimolato e permesso a Visconti di esprimersi attraverso le ricerche di Tosi. Bisogna vedere i film realizzati da Tosi e diretti da altri registi per capire come Tosi riesce a donare al regista la sua arte mantenendo una coerenza stilistica e una finalità d’intenti che prevalicano la singola pellicola.

Il realismo è una costante nei costumi di Tosi, una rivoluzione che si può paragonare a quella avvenuta nei primi anni del 1800, quando J.R. Planché entusiasta ed amante dell’antichità, oltre che drammaturgo infaticabile, ottenne da J.P.Kemble l’incarico di disegnare i costumi per una nuova messa in scena del King John di Shakespeare. Con la collaborazione di numerosi entusiasti studiosi e confortato da una ricerca accurata condotta su manoscritti miniati, Planché allestì quella che senza dubbio fu la prima messinscena completamente «storica» del dramma di Shakespeare, perché egli prestò attenzione non soltanto al costume del protagonista , ma anche a quello delle comparse meno importanti.

Il lavoro di Tosi parte sempre da uno studio delle fonti iconografiche del tempo, da una profonda conoscenza della storia dell’arte, e da una realizzazione scrupolosa sia nei materiali sia nella fattura. Non ci devono ingannare le stupende scenografie e costumi degli anni trenta e quaranta americani che spettacolarizzano le vesti e le scene, ne’ l’espressionismo tedesco prebellico trasferito sulla pellicola. Tosi non le prende a suo modello anzi le rifugge.

Tosi prende a piene mani dai più grandi pittori, ricreando come avrebbe interpretato un pittore sarto del tempo la realtà.

Anche il più umile contadino vestito da Tosi, è vestito in maniera appropriata, il vestito sarà umile ma sarà il vestito giusto, il vestito che è scaturito da una ricerca iconografica dell’epoca.

I film ambientati nei ceti nobili hanno permesso a Tosi di esprimersi anche con ricchezza di costumi, film come ad esempio il Gattopardo e Senso.

Sono invece le pellicole legate ad un ceto più umile come la Viaccia che permettono di mettere in risalto la maestria di Tosi nel creare quella emozione così intima di perfetta naturalezza e realismo delle persone più comuni.

Il filo conduttore di questo documentario viene dato dal rapporto che si è instaurato fra Piero Tosi e gli allievi della Scuola Nazionale di Cinema.

Abbiamo seguito con la cinepresa le lezioni di Tosi, ed attraverso gli spunti forniti queste lezioni abbiamo riproposto le foto di scena dei film a cui ha partecipato, interverranno i collaboratori e le persone che hanno lavorato con lui, in modo da dare un quadro d’insieme a tutto tondo. Piano piano entreremo addentro alla materia sia con l’aiuto di foto e disegni, sia con l’aiuto di grafiche d’animazione che daranno le notizie essenziali. Grafiche che ci verrano in aiuto specialmente nel descrivere Piero Tosi come costumista teatrale.

  • Regia, soggetto e fotografia: Matteo Pedani.
  • lista dialoghi: https://docs.google.com/file/d/0B_otRh5aoAD7MkFUYU1vS0lxVGc/edit?usp=sharing
  • Interpreti: Dacia Maraini